“Sindoni” egizie.

La parola sudario riporta spesso alla Sindone ma anche nell”antico Egitto, dopo l’ imbalsamazione e il bendaggio, un sudario veniva comunemente avvolto attorno al corpo. Nell’Egitto di epoca romana, man mano che l’uso dei sarcofagi diventava più raro, i sudari divennero sempre più importanti e decorati.

Questo sudario di lino dipinto a figura intera raffigura il defunto come il dio Osiride. Un’iscrizione geroglifica sul sudario rivela l’identità del proprietario come il figlio dell’alto funzionario di epoca romana Montsuef e sua moglie Tanuat. L’iscrizione rende possibile datare il sudario in modo relativamente preciso, al 9 a.C., data la relazione del proprietario con Montsuef e Tanuat, le cui morti furono registrate proprio in quell’anno.

Il sudario proviene, quindi, da una sepoltura di epoca romana in una tomba originariamente costruita intorno al 1290 a.C. nell’antica Tebe.
Il sudario è stato rinvenuto qualche anno fa nei magazzini del National Museums Scotland avvolto in un pacco marrone da circa 80 anni, con una nota dell’ex curatore dell’epoca.

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