Siamo a cavallo! Quasi…

Amo raccontare le storie, quelle storie quotidiane che ti danno la tridimensionalità di una civiltà che immaginiamo solo a livello teorico. Nell’antico Egitto anche gli dei avevano le loro storie e le loro abitudini, nulla da invidiare al “gossiparo” Olimpo greco. Anche loro, per esempio, conoscevano il problema dei trasporti

Nonostante nella maggior parte dei casi non venga mai precisato il mezzo di locomozione per i loro spostamenti, sappiamo che gli dei egizi non amavamo andare a cavallo. Sedersi a cavalcioni di un animale non era compatibile con la loro dignità. Un dio a cavallo, quindi, è un dio straniero. A volte lo si può trovare su un carro, nella manifestazione del sovrano in battaglia o in contesto di caccia, simbolo della guerra cosmica tra bene e male.
Solo in epoca tarda gli dei di origine egizia verranno rappresentati a cavallo.
A volte le divinità si spostavano in barca, come Iside quando ha necessità di farsi accompagnare all’isola dove si svolgeva un processo. E nonostante in alcune circostanze, la dea si dimostri capace di camminare sulle acque qui si lamenta perché non trova un traghetto! Le lamentele probabilmente continueranno quando il traghettatore una volta portata sull’isola richiederà altro oro per ritraghettarla sulla riva occidentale!!!

Chi di noi in Egitto non si è trovato, almeno una volta, nei panni di Iside! 😁

Nella foto (da Museu.MS) ostracon da Deir el Medina, con divinità straniera a cavallo, nello specifico Astarte