La dispensa di Tutankhamon!

 

“Vedo cose meravigliose”..e sento un profumino!
Tutti noi conosciamo il valore della tomba di Tutankhamon, dal 1922 le immagini dei quasi quattrocento kg d’oro che accompagnavano il giovane sovrano, sono ormai famigliari. Ma conosciamo bene anche il suo tesoro culinario? Possibile che Tutankhamon nella sua sepoltura non avesse anche una ricca dispensa?? Ovviamente no!
Moltissimi, infatti, sono i contenitori di cibo, spesso bitumati all’interno, presenti nella tomba. Come già si ipotizza, tutto è stato messo all’interno forse alla rinfusa e di fretta, e questo si evince anche dalle etichettature: solo il quaranta per cento corrisponde poi al contenuto effettivo!
Vi era molta carne e principalmente tagli di bovino e oche, farro e orzo, verdure, ceci e lenticchie che forse accompagnavano la carne o si utilizzavano per zuppe. Molta frutta, conservata in ceste: fichi di sicomoro, datteri, e il frutto della palma dum, che avendo un sapore misto allo zenzero serviva anche per insaporire…
Insaporire..possiamo solo ipotizzare il sapore di quei cibi, facendoci trasportare da quello rinvenuto nella sepoltura: coriandolo, molto costoso, d’importazione, aglio, bacche di ginepro, timo selvatico, cumino nero, pepe e semi di trigonella.
Non mancava ovviamente il pane; una dozzina di pagnotte semicircolari, al massimo 13 per 7 cm, che possiamo anche definire “torte” o focacce dal momento che erano arricchite con drupe di marruca, tranne una! Le torte infatti nascono come metodo di conservazione, soprattutto della frutta.
Vi era miele di buona qualità, e da bere? Non c’era birra, ma gli ingredienti per farla..orzo e alcune macine. Ventisei erano le giare di vino con etichetta in ieratico che indicava l’anno di vinificazione, la vigna e il nome del vignaiolo. E due anfore di ‘shedeh’, una bevanda raffinata, che per alcuni era ricavata dal melograno, per altri sempre dall’uva.
Durante il regno di Tutankhamon erano attivi quattro vigneti: La casa di Aton sul Fiume occidentale, la casa di Tutankhamon, sovrano dell’ Eliopoli del Sud (Tebw), Casa di Aton da Tjel e la Casa di Aron da Karet. In alcune etichette compare la dicitura “miscelato” per indicare l”utilizzo di uve provenienti da diversi vitigni.
Erano indicate pure le occasioni d’uso: “vino per le offerte”, ” vino per le tasse”, “vino di bentornato” e “vino delle feste” e così la qualità poteva variare da vino buono (nefer) a più che buono (nefer nefer) a molto buono/ottimo (nefer nefer nefer)!
La vera maledizione? Che ormai non si possa più degustare nulla..carter

 

 

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