“Ancora Tutankhamen” cit.

La copertina della Domenica del Corriere del 24 Febbraio 1924, opera dell’illustratore Achille Beltrame, fu dedicata alla scoperta della tomba di Tutankhamon. La didascalia alla copertina riportava: “La luce finalmente nelle tenebre trimillenarie di Tutankhamen. La scena culminante degli scavi di Luxor: il primo sguardo nel sontuoso sarcofago del re egizio”. A pagina 4 della rivista l’articolo in rima, dedicato alla scoperta, che riporto di seguito. E direi che dopo quasi cent’anni i riflettori non sono ancora spenti..

ANCORA TUTANKHAMEN

E’ un anno già che dura questo gioco

di dotti intorno al suo gran sonno duro!

L’anno scorso un pochin, quest’anno un poco,

il resto lo faran l’anno venturo…

Insomma, quelle membra dissecate,

le van disseppellendo proprio a rate!

 

Il morto lascia far; che dopo trenta

secoli al buio del sepolcro ermetico,

è assai poco probabile ch’ei senta

che gli fan gli archeologi, il solletico!

Fasciato come un bimbo, in quella culla

D’oro e di gemme, egli non sente nulla.

 

Scende talun nell’ipogeo profondo?

Scenda! Lo scuoton? Lo spoglian? Amen!

E Tutankhamen, forse è il solo al mondo

Che non senta parlar di Tutankhamen!

Singolar privilegio! Mentre noi

Non udiam che narrare i fatti suoi!

 

Tempo è già, ai primi freddi (ah, fo’ le corna!)

La “spagnola” fatal tornava in giro;

adesso ai tepor primi, invece, torna

questa mummia fasciata di papiro;

a primavera il seme umano è afflitto

da codesta spagnola, ahimè d’Egitto!

 

E l’ann scorso, dopo un gran lavoro,

si scopersero cento e cento bei

turchini scarabei su arredi d’oro;

arredi d’oro e azzurri scarabei

han scoperto quest’anno: e avrem-lo giuro

l’oro e gli scarabei l’anno venturo!

 

E se tiri in lungo, e più si razzoli

in quella polve che di morte odora,

vedrete, amici, quanti lapislazzoli

si troveranno, e -oh ciel!- quant’oro ancora!

Lapislazzoli ed oro all’infinito!

C’è da perderne il sonno e l’appetito!

 

La moda, intanto, che lanciò le vesti

di Tutankhamen, ma già già languiva,

inuzzolita, certo, ora da questi

novelli scavi, si rifarà viva;

sì, di veder le donne ancor mi sembra

cinte di mummia le leggiadre membra!

 

L’amico incontri? Tutankhamen cita!

Vai nei caffè? Del faraon si parla!

Sulla bocca più dolce e saporita

Trovi il morto, se cerchi di baciarla!

Se vuoi fuggire quel fantasma tetro,

col suo gelido fiato ei ti tien dietro!

 

Lo secchin pure! Io sono indifferente!

Profanino, se voglion, le sue spoglie!

Il faraone non è mio parente

Nemmeno per parte di mia moglie!

Non mi oppongo agli scavi e non protesto!

Bramo solo una cosa: faccian presto!

 

Apran la tomba, chiedan defunto

I gran segreti che a portati seco!

Compiano interamente, in un sol punto

questo lavoro, illustre sì, ma bieco;

e devastato quel sepolcro altero,

passin a qualche altro cimiterov

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